Pronto come va – The Kolors: significato canzone


Il brano si presenta come una dedica affettuosa, costruita attraverso una metaforica compilation di canzoni.

Ricorda quando, qualche decennio fa, si creavano CD personalizzati con una selezione di brani di vari artisti, scelti con cura per comunicare emozioni e pensieri.

Spesso questi dischi venivano regalati a una persona speciale, magari per accompagnare i viaggi in macchina, rendendo la musica un ponte silenzioso tra cuori.

In modo simile, questa canzone contiene numerosi riferimenti musicali, come se il brano stesso fosse una sorta di playlist sentimentale. I rimandi a successi del passato e del presente si intrecciano nel testo, trasformandolo in un omaggio nostalgico e affettuoso alla musica.

«”Pronto come va” è venuta fuori in un momento di nostalgia mentre eravamo in studio. Pensavamo alla bellezza di un gesto ormai dimenticato che fino a qualche anno fa rappresentava una vera e propria dedica: la compilation d’amore. Ricordavamo le sensazioni che si provavano in macchina mentre si ascoltavano da un cd, o ancor prima da musicassetta, le canzoni che cercavano in qualche modo di raccontare il sentimento per qualcuno…».

Stash, Icon

Il videoclip

Il videoclip rafforza l’atmosfera di sorpresa e calore emotivo: i The Kolors si esibiscono a sorpresa in diversi matrimoni, proprio come nel celebre video della canzone “Sugar” dei Maroon 5.

Le scene mostrano la band arrivare in limousine davanti al Grand Hotel Santa Lucia di Napoli, vestiti con eleganza impeccabile, pronti a portare energia e musica a feste già cariche di emozione.

Spiegazione dei versi

Saluti da zia Mara, mi chiede come (stai)
Ti ho dato tutto ma, ma tu vuoi il cuore
Lasciami almeno metà
Non guardarti indietro, indietro
Sei Raffaella Carrà
Che mi canta: “Pedro, Pedro, Pedro, Pedro”

La canzone si apre come una telefonata tra il protagonista e la persona amata, con cui però non sta più insieme. Lui le dice di averle dato tutto, ma che a lei non bastava: desiderava “il cuore”, qualcosa di più autentico, profondo. Un bisogno che sembra andare oltre il gesto romantico, verso qualcosa di più estremo.

Questo desiderio può ricordare “La ballata dell’amore cieco” di Fabrizio De André, in cui la protagonista pretende prove sempre più grandi d’amore, fino a chiedere, in senso quasi letterale, il cuore del protagonista, spingendolo fino all’autodistruzione pur di compiacerla.

Un altro riferimento musicale, più giocoso e pop, è “Pedro” di Raffaella Carrà. Anche in questo caso si parla di una figura evocativa e leggera, che richiama alla memoria un amore vissuto con ironia e ritmo, forse a sottolineare la molteplicità di toni dell’amore: tragico e leggero, profondo e pop.

È colpa mia, è colpa tua
Non è importante
Certe cose si fanno in due, tre, qua–

Nella strofa successiva, il protagonista riconosce che la fine della relazione è colpa di entrambi. Nessuno è innocente, e in amore si è sempre in due.

Questo pensiero lo porta a fare una sorta di conta: “uno, due…” ed è proprio su quel “due” che si apre il ritornello.

Blue, da-ba-dee-da
Per tutta la vita
Nostalgia di quello che mi facevi tu, da-ba-dee-da
Lascia che ti dica
Che non va via il tuo profumo dai pensieri

Qui arriva il richiamo a “Blue (da ba dee)” degli Eiffel 65, brano simbolo degli anni ’90. Il protagonista ripensa a ciò che hanno condiviso, a quei momenti vissuti insieme che continuano a tornare nella mente, come un ritornello che non si riesce a smettere di cantare.

Pronto? Come va?
La voce tua mi manca
Lo so che ho sbagliato, ma chi è che non sbaglia?
Tutto bene, ma poi in testa ho una domanda
Non mi puoi lasciare il cielo in una stanza

La frase iniziale della strofa, “la tua voce mi manca”, richiama “Il solito s***o” di Max Gazzè, altra canzone strutturata come una telefonata d’amore. Anche qui si intrecciano malinconia e confessione, come se ogni parola fosse detta più per sentire l’altro che per spiegarsi davvero.

Un altro riferimento è a “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli, resa immortale dalla voce di Mina. Un classico che descrive come la presenza della persona amata riesca a trasformare l’ambiente, a dare senso al mondo circostante.

Sarà perché ti amo, chе confusione
Un sabato italiano fuori dal balcone con le signore
Parlare di noi come in un vecchio film
Come i Pink Floyd, vorrei tu fossi qui
Cuore graffiato come su un CD
Tipo quando salta, salta, salta, salta

Nella strofa successiva si torna al tono più ironico: il protagonista immagina di chiacchierare con le signore di un palazzo, al sabato, parlando proprio della persona che ama. Il riferimento è a “Sarà perché ti amo” di Raffaella Carrà, e rievoca quella leggerezza spensierata che solo certi pomeriggi italiani sanno avere.

Poi arriva “Wish you were here” dei Pink Floyd, con il suo iconico “vorrei tu fossi qui”.

Il brano, poi, continua a evocare il concetto del CD, ormai un oggetto vintage. Il protagonista parla di un disco graffiatomcome spesso accadeva una voltam un’immagine poetica dell’amore imperfetto.

Chiude con un omaggio ironico e festoso a “Salta 2000” di King Africa.

Corro da te sopra una Panda
Ho una compilation d’amore per te
Non mi basterà una canzone a trovar le parole
Per te lo sai che farei

Il protagonista vorrebbe raggiungere l’amata a bordo di una vecchia Panda, rafforzando il tono retrò dell’intero brano. L’immagine è tenera e malinconica, come chi cerca un contatto autentico con mezzi semplici, portando con sé una compilation fatta col cuore.

Nostalgia di quello che mi facevi (tu, tu, tu)

L’ultima parola, o meglio, suono, è il classico “tu-tu-tu” della linea interrotta, che diventa gioco di parole con il pronome “tu”, chiudendo il brano con un tocco amaro e ironico allo stesso tempo.

Come a dire che, nonostante tutto, il pensiero torna sempre lì: a quella persona.


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